l ' ombra delle libertà

IL RETROBOTTEGA CLANDESTINO DELL'OSTERIA DEL PORTO


«Cosa ancor più straordinaria, molti dicono che un certo veggente lo preavvisò di un grande pericolo che lo minacciava alle idi di Marzo, e che quando giunse quel giorno, mentre si recava al Senato, egli chiamò il veggente e disse, ridendo, "Le idi di Marzo sono arrivate"; al che egli rispose, soavemente, "Si; ma non sono ancora passate"»
mercoledì, 12 novembre 2008

Chi ha paura del livellamento comunista?

avevo letto tempo fa il post  Chi ha paura del livellamento comunista? della compagna  comunista Tisbe**

mi sono  venuti  in mente una passo de  "L'utopia di Trotsky:un socialismo dal volto postumano" del transumanista rosso  Riccardo Campa dove il filosofi italiano cita il politico russo:

«La vita  quotidiana, se perderà la sua natura elementare, cesserà pure di essere stagnante. L’uomo, che  sarà in grado di spostare i fiumi e le montagne, di costruire palazzi popolari sulla cima del  monte Bianco o nel fondo dell’Atlantico, saprà pure assicurare alla sua vita quotidiana non  solo la ricchezza, la varietà e l’intensità, ma anche la dinamica più elevata. L’involucro della  vita quotidiana, appena sorto, sarà infranto dall’affluire di sempre nuove invenzioni e  conquiste tecnico-culturali. La vita del futuro non sarà monotona>>

e la descrizione che lessi in  "Viaggio attraverso Utopia" (M.L.Berneri )  de  Notizie da nessun luogo .

a questo punto , vorrei fare alcune considerazioni:

1)  la comunione dei beni  nel comunismo marxista non è di tutti i beni ma dei mezzi di produzione
2) chi è superiore alla materialità, non dovrebbe temere la diversità nel possesso di beni . Non è forse l'essere nella materialità, quel che  rende attenti a queste cose ?  (la famigerata invidia sociale che i berlusconiani , e non solo, attribuivano ai comunisti)

naturalmente sono provocazione che spero comunque sfrugulieranno Tisbe.

in quanto a me, non sono se sia naturale la proprietà .

Penso che la(nella) attuale cultura abbia (si sia) dimostrato che si rende maggiormente se si lavora per se stessi: innanzitutto se ci appartiene l'impresa, poi se i guadagni non sono livellati.
I risultati mediocri che si sono avuti nel settore  produttivo  del socialismo reale(comunismo sovietico) o che si hanno nel pubblico impiego sono testimonianza.

certo questo può essere non vero in altri ambiti culturali.
Vi sono popoli , definiti (ahimè ) primitivi, che non hanno ancora questa percezione della proprietà privata.

Credo  però  che la competizione e la voglia di primeggiare sia intrinseca al carattere umano e se non compensata tramite proprietà dovrebbe essere ricompensata tramite altro (in sostanza il capitale è anche un simbolo/premio di apprezzamento sociale) .

in quanto a me,
non avrei difficoltà con il livello di ricchezza,
avrei difficoltà qualora mi fosse imposto di non esternare la mia personalità e qualora non avesse un cantuccio, anche di una solo stanza, dove nessuno mi rompa i cojoni.

**io non sono comunista , mi considero a metà strada tra socialismo liberale e socialismo libertario
postato da capellonealto alle ore 12:51 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: comunisti



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