avevo letto tempo fa il post Chi ha paura del livellamento comunista? della compagna comunista Tisbe**
mi sono venuti in mente una passo de "L'utopia di Trotsky:un socialismo dal volto postumano" del transumanista rosso Riccardo Campa dove il filosofi italiano cita il politico russo:
«La vita quotidiana, se perderà la sua natura elementare, cesserà pure di essere stagnante. L’uomo, che sarà in grado di spostare i fiumi e le montagne, di costruire palazzi popolari sulla cima del monte Bianco o nel fondo dell’Atlantico, saprà pure assicurare alla sua vita quotidiana non solo la ricchezza, la varietà e l’intensità, ma anche la dinamica più elevata. L’involucro della vita quotidiana, appena sorto, sarà infranto dall’affluire di sempre nuove invenzioni e conquiste tecnico-culturali. La vita del futuro non sarà monotona>>
e la descrizione che lessi in "Viaggio attraverso Utopia" (M.L.Berneri ) de Notizie da nessun luogo .
a questo punto , vorrei fare alcune considerazioni:
1) la comunione dei beni nel comunismo marxista non è di tutti i beni ma dei mezzi di produzione
2) chi è superiore alla materialità, non dovrebbe temere la diversità nel possesso di beni . Non è forse l'essere nella materialità, quel che rende attenti a queste cose ? (la famigerata invidia sociale che i berlusconiani , e non solo, attribuivano ai comunisti)
naturalmente sono provocazione che spero comunque sfrugulieranno Tisbe.
in quanto a me, non sono se sia naturale la proprietà .
Penso che la(nella) attuale cultura abbia (si sia) dimostrato che si rende maggiormente se si lavora per se stessi: innanzitutto se ci appartiene l'impresa, poi se i guadagni non sono livellati.
I risultati mediocri che si sono avuti nel settore produttivo del socialismo reale(comunismo sovietico) o che si hanno nel pubblico impiego sono testimonianza.
certo questo può essere non vero in altri ambiti culturali.
Vi sono popoli , definiti (ahimè ) primitivi, che non hanno ancora questa percezione della proprietà privata.
Credo però che la competizione e la voglia di primeggiare sia intrinseca al carattere umano e se non compensata tramite proprietà dovrebbe essere ricompensata tramite altro (in sostanza il capitale è anche un simbolo/premio di apprezzamento sociale) .
in quanto a me,
non avrei difficoltà con il livello di ricchezza,
avrei difficoltà qualora mi fosse imposto di non esternare la mia personalità e qualora non avesse un cantuccio, anche di una solo stanza, dove nessuno mi rompa i cojoni.
**io non sono comunista , mi considero a metà strada tra socialismo liberale e socialismo libertario
Poiché discendevo i Fiumi impassibili,/
sentii che i bardotti non mi guidavano più:/
Pellirossa urlanti li avevan bersagliati/
e inchiodati nudi a pali variopinti./
Ero indifferente a tutti gli equipaggi,/
portatore di grano fiammingo e cotone inglese/
Quando coi miei bardotti finirono i clamori/
i Fiumi mi lasciarono discendere dove volevo./
Nei furiosi sciabordii delle maree/
l'altro inverno, più sordo d'una mente infantile,/
ho corso! E le Penisole salpate/
non subirono mai caos così trionfanti/